Tempo di lettura: 3 minuti

È venerdì 13 luglio 1980 e nella piccola cittadina di Wylie, nel Texas. la giornata scorre normalmente. Almeno fino al ritrovamento del corpo senza vita di Betty Gore. Betty è stata uccisa e pare che ad ammazzarla sia stata Candy Montgomery, una casalinga perfetta, una madre adorabile e una moglie devota. 

Basata su fatti realmente accaduti, nei suoi cinque episodi, Candy – Morte in Texas prova a raccontare, tramite la cronaca, la vita asfissiante e contraddittoria del più stereotipato quartiere americano. 

candy
©Hulu

Non è tutto oro

La realtà pubblica delle famiglie Gore e Montgomery è fatta di buon vicinato e rapporti cordiali, ma la nuova serie tv – disponibile su Disney+ – mette subito in chiaro che c’è molto altro: ci sono soprattutto veleni, gelosie, invidie e insofferenze. 

Candy (Jessica Biel) è ammirata, perché nonostante i mille ruoli e le responsabilità riesce a essere un membro perfetto della comunità. È tutto quello che vorrebbe essere anche Betty (Melanie Lynskey), intrappolata in una vita poco soddisfacente e in un rapporto ormai finito, stanca e sopraffatta. 

Nick Antosca e Robin Veith, creatori, produttori e scrittori della serie, ce la mettono tutta nel tentativo di creare parallelismi tra le due donne, più simili tra loro di quanto entrambe vogliano ammettere. Lo fanno anche giocando con i piani temporali, tornando indietro nel tempo per approfondire il rapporto tra Candy e Betty, fino ad arrivare al processo a carico della prima. 

candy

Una storia vera

In realtà, pur stando dalle parti del true crime, Candy – Morte in Texas non ha nessun mistero da svelare e lo chiarisce sin dal primo episodio. Non c’è, stavolta, una ricerca dell’assassino, semmai un indagarne le ragioni. 

Il 27 giugno 1980, le indagini portarono direttamente a Candy Montgomery. Ammise immediatamente, all’inizio del processo, di avere ucciso l’amica, ma disse anche di averlo fatto per legittima difesa. 

Stando alla sua ricostruzione, Betty avrebbe deciso di affrontarla dopo aver scoperto della relazione tra Allan, suo marito, e la donna, per poi attaccarla con un’ascia. Ne sarebbe poi seguita una colluttazione, durante la quale, in un impeto di rabbia, Candy ferì Betty con 41 coltellate. 

Il tribunale credette alla versione di Candy, assolvendola da tutte le accuse e riconoscendo la legittima difesa. Divorziò dal marito, Pat Montgomery, e si trasferì in Georgia. 

candy

Né crime né dramma

Con l’elemento crime ridotto all’osso, in Candy – Morte in Texas rimane ben poco da raccontare e quel che la serie prova a dire, tra mille difficoltà, viene schiacciato da un ritmo soporifero. Solo nel finale, forse per l’urgenza di recuperare il tempo perso, la serie accelera e trova nel processo una nuova ragion d’essere. 

Tutto il resto, tutto quello che la serie vuole raccontare, lo spettatore lo sa già: sa che la vita pubblica è un’apparenza e che nel privato delle proprie case lo scenario cambia, sa che la disparità dei ruoli tra uomini e donne merita una condanna.

Candy – Morte in Texas non riesce mai a trovare la propria strada. Può contare su una protagonista interpretata come da manuale e una confezione eccellente, ma fino alla fine ci si interroga sulla natura stessa del progetto. Né true crime né commedie nera, e nemmeno dramma.

×