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La Cop26 è la Conferenza delle parti, e si riferisce alle «parti» contraenti che hanno siglato gli accordi sul clima stipulati a Rio nel 1992 , la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Gli Stati che di volta in volta hanno aderito agli accordi si sono riuniti in vertici annuali a partire dal 1995, a Berlino.

Il summit di Glasgow che si terrà dall’1 al 12 Novembre è il 26eismo vertice annuale, che quindi prende il nome di Cop26. 

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Youth 4 Climate

La Cop26 è presieduta da Alok Sharma, nominato dal governo di Londra, che l’ha definita :

«La nostra ultima, miglior speranza di mantenere raggiungibili gli 1,5°», la soglia entro cui contenere l’aumento delle temperature.

La Cop26 è stata preceduta dalla sessione preparatoria Pre-COP26 e dall’evento dedicato ai giovani Youth4Climate, entrambi ospitati dall’Italia, a Milano.

Il vertice inizia dopo il summit del G20, nel corso del quale i leader dei Paesi più ricchi hanno promesso di impegnarsi a limitare il riscaldamento globale con «azioni significative ed efficaci», senza però specificare come o con che tempi.

L’Accordo di Parigi

Per capire l’importanza della Cop26 dobbiamo dare uno sguardo all’Accordo di Parigi sul clima, firmato nel 2015 ed entrato in vigore nel 2016.

I Paesi firmatari dell’Accordo si sono impegnati a contenere il riscaldamento globale «ben al di sotto dei 2° dal livello pre-industriale» attraverso un taglio delle emissioni di gas serra.

Ogni Nazione ha dovuto creare un piano nazionale sulla riduzione delle proprie emissioni , il cosiddetto Nationally Determined Contribution (NDC) o «contributo determinato a livello nazionale» , che va però aggiornato ogni cinque anni.

La Cop26 di Glasgow rappresenta il banco di prova di quest’ultimo impegno. Secondo gli esperti, gli obiettivi indicati nel 2015 devono essere aggiornati, perché ormai insufficienti per limitare il surriscaldamento.

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Gli obiettivi della Cop26

Questo incontro è lo scenario di intensi negoziati tra gli Stati sui tagli alle emissioni di gas serra.

L’obiettivo principale è quello di limitare l’aumento delle temperature a 1,5 °C, intervenendo su taglio delle emissioni, decarbonizzazione e deforestazione.

I Paesi più ricchi, come gli Stati Uniti, il Canada, la Gran Bretagna, hanno già annunciato che aumenteranno gli sforzi per ridurre le emissioni.

Ci sono poi alcuni Paesi che non dispongono delle risorse necessarie per la transizione ecologica: tra i temi della Cop26 c’è anche la gestione di un fondo da 100 miliardi di dollari all’anno pensato proprio per aiutarli.

L’appello degli attivisti


Le attiviste Greta Thunberg, Vanessa Nakate, Dominika Lasota e Mitzi Tan hanno indirizzato ai leader mondiali un appello urgente

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Swedish climate activist Greta Thunberg (L) and Ugandan climate activist Vanessa Nakate attend the opening plenary session of the Youth4Climate event on September 28, 2021 in Milan. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Siamo disastrosamente lontani dall’obiettivo cruciale di 1,5 gradi, mentre i governi di tutto il mondo addirittura accelerano la crisi, continuando a spendere miliardi per i combustibili fossili.

Questa non è un’esercitazione. È codice rosso per la Terra.

Milioni di persone soffriranno per la devastazione del nostro Pianeta. Le vostre decisioni causeranno o eviteranno questo scenario terrificante. Sta a voi scegliere».

La soluzione? Solo collaborando e lavorando tutti insieme sarà possibile ottenere dei risultati concreti.

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