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La scelta di diventare docente di italiano a stranieri nasce da “non lo so, cosa so fare“, “prendo la valigia e parto alla scoperta“, “cosa voglio diventare?“.
La vera domanda che mi sento di dire è “Cosa non ti rende felice?
Alcuni risponderanno “tutto, allora è tempo di fare dei tagli, delle scelte di vita. 
Quante volte la sensazione di inadeguatezza, di non essere abbastanza.. Riflettiamo, ma abbastanza per chi o cosa? 

Ogni frammento di vita è funzionale al te di ieri, al te di oggi e al te di domani. 

Io ho iniziato così, dal passaggio del desiderio di Come sarebbe bello vivere di letteratura allo sconforto Per diventare disoccupata?, fino a trasformarlo in “Ora devo essere felice!

Con gli occhi lucidi, nella lettura “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello, nel toccarmi il naso insieme a Moscarda, non mi rendevo conto che le parole mi offrivano il segnale tanto temuto, di non guardare la punta del naso, i brufoli sulla faccia, la ciccia sulla pancia, ma di capire le intenzioni della me di ieri per credere nella me di oggi.

Come nasce realmente la mia scelta? 

La risposta è nella mia “paura di aver paura”.
In realtà, la chiave del successo è nel non trasformare quella paura in frustrazione.

Cosa garantisce la mia scelta

Nulla, in fondo la vita non è altro che un rischio.
Ho tenuto stretto tante volte il manico della mia valigia per partire alla scoperta di nuovi luoghi, di occhi profondi, grazie alle esperienze Erasmus, quando sconosciuti sono diventati amici e poi ricordi che si sono trasformati in certezze. La ragazzina di ieri dava peso alle parole, alle persone, alla bellezza della diversità.

Come insegnare italiano a stranieri? 

Ho provato a capire quali erano i miei punti di forza e ho fatto molto volontariato, per conoscere nuovi volti, soprattutto nuove anime culturalmente diversificate, unite dal desiderio comune
“Saper esprimersi, farsi comprendere”. 
Ci riallacciamo a Moscarda, vedete? 

Come ti hanno aiutato le esperienze Erasmus nelle tue scelte? 

Mi hanno aiutato a comprendere che l’educazione non formale dovrebbe diventare il trampolino di lancio.
Avete presente gli energizer?
Una buona lezione dovrebbe sempre dare la grinta di iniziare con il sorriso, perchè la frustrazione rende impossibile l’apprendimento. 



Scritto da Ilaria Calì

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