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Mindful walking può essere considerata attività terapeutica all’aria aperta? Secondo me si.

Nella mindful walking  l’obiettivo del cammino non è la meta, ma la presenza mentale.

Come funziona

Si raggiunge letteralmente un movimento dopo l’altro, percependo il movimento di gambe, braccia, tronco e soprattutto dei nostri piedi che toccano il pavimento.

Questo ci permette di «entrare» nel momento che stiamo vivendo e allontanarci o allenarci a farlo da quei cattivi pensieri che provocano il fastidioso rimugino che crea ansia e stress.

In una parola: liberarci dal carico mentale che dobbiamo affrontare ogni giorno.

Ci sono tanti modi per praticare la mindfulness , di cui abbiamo già parlato qui , alcuni dei quali mirati ad obiettivi specifici come gli esercizi per migliorare il sonno ma uno dei più efficaci è applicarla al cammino.

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Camminare con consapevolezza

La posizione eretta che assumiamo per camminare è quella che contraddistingue l’uomo, e camminare quindi è l’azione automatica per eccellenza: la compiamo senza farci caso

Riflettere su come ci muoviamo e su cosa sentiamo mentre camminiamo è uno strumento fondamentale per allenare la consapevolezza

C’è un altro vantaggio: la mindful walking possiamo praticarla sempre.

Possiamo iniziare da un ambiente protetto come la casa per allenarci, poi provare in un ambiente naturale ottimizzandone così anche i benefici

Infine possiamo allenarci in città: richiede ancora più concentrazione, è molto più sfidante, ma aiuta a diventare ancora più abili a tenere sullo sfondo il rumore e i pensieri del mondo esterno.

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Mindful walking in città


Possiamo iniziare con 5 minuti di camminata, dal momento che i nostri sensi saranno già particolarmente attivati dal rumore del traffico e dal chiacchiericcio dei passanti, scegliamo un percorso facile.

Magari in una zona pedonale o comunque in una strada sufficientemente larga visto che in città la camminata non potrà essere particolarmente lenta, né potete tenere gli occhi socchiusi.

Iniziame a camminare mantenendo l’attenzione sulle piante dei piedi e mantenendo i diversi stimoli esterni (visivi, uditivi e tattili) sullo sfondo.


Quando vado a camminare immagino immagino, e possiamo farlo tutti, di essere in un film dove l’unica persona messa a fuoco sono io, il resto è uno sfondo indecifrabile.

Cerchiamo di integrare i rumori esterni semplicemente come suoni, senza soffermarvi sulla qualità o tipo di rumore. Lo stesso vale sugli stimoli visivi: vetrine, persone, oggetti.

Se qualcosa vi attiva, fermatevi e riportate l’attenzione al respiro

Continuiamo a camminare rimanendo concentrati sul movimento dei vostri piedi e sulle sensazioni che arrivano dal vostro respiro, alla fine del percorso io mi sento rigenerata, più leggera e con la consapevolezza di aver fatto qualcosa per me.

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