Per capire Harry – solo Harry, senza cognome o titoli – bisognerebbe, almeno per un attimo, dimenticarsi della famiglia reale, del suo essere un principe e dei privilegi che questo comporta. Sembra un paradosso, perché poi la storia sta tutta lì, ma tra inciampi, errori e ingenuità Harry e Meghan – il documentario – ci racconta anche qualcosa di molto più umano.

Due anni fa, i duchi di Sussex firmarono con Netflix un accordo da 150 milioni di dollari, per la produzione di contenuti da distribuire in esclusiva sulla piattaforma. Harry e Meghan ne è un primo risultato ed è la risposta della coppia alle critiche ricevute per aver rotto i rapporti con la famiglia reale.

Il documentario

Il documentario alterna interviste, immagini private della coppia e filmati girati per l’occasione, per raccontarne i momenti più intimi e quelli più bui. Nei primi episodi, Harry e Meghan condividono i dettagli dei loro primi incontri e le difficoltà di una frequentazione a distanza: lei, impegnata in America, sul set della serie tv Suits; lui, in Inghilterra, per gli obblighi legati al suo ruolo nella famiglia reale.

La necessità di tenere segreto il rapporto, per evitare l’invadenza dei tabloid, porta i due in Africa, in uno dei posti più cari al principe. Lì, lontano da tutto, Harry e Meghan raccontano di aver capito di voler rendere ufficiale la relazione. Cosa che, per una coppia del genere, significa soprattutto doversi presentare alla Regina, alla stampa e al mondo.

Poi, nei primi giorni del 2020, l’annuncio che non ti aspetti: i duchi di Sussex lasciano la famiglia reale, per essere finanziariamente indipendenti. Nel mezzo, milioni di articoli sulla coppia, pettegolezzi, critiche, cause penali, un matrimonio da record e l’arrivo di un royal baby.

Un erede al trono – quinto il linea di successione, dopo il fratello e i nipoti – che rinuncia al proprio ruolo ha del clamoroso, perché riporta alla mente un altro momento che fece tremare la corona inglese: l’abdicazione di Edoardo VIII, per amore dell’americana Wallis Simpson. La scelta di Edoardo cambiò la storia inglese, portando all’incoronazione la “riserva” Giorgio VI, padre di Elisabetta II.

Gli errori

C’è ben poco da salvare in Harry e Meghan, stroncato da critica e pubblico, ma finito sui giornali per i motivi sbagliati. A nessuno interessa davvero dell’inchino di lei, interpretato come un tentativo di ridicolizzare le tradizioni della corona. A provocare fastidio è soprattutto la totale mancanza di consapevolezza del proprio privilegio.

I lunghi mesi della pandemia Harry e Meghan li passano nell’enorme villa di Tyler Perry, a Beverly Hills: una residenza circondata da 22 ettari di terreno, stimata 18 milioni di dollari. Mentre il mondo sta bruciando e deve occuparsi di ben altri problemi, i due lamentano l’invasione dei fotografi, che se ne inventano di tutti i colori pur di portare a casa qualche scatto.

La coppia racconta di problemi da primissimo mondo, dell’ossessione dei paparazzi, dei rapporti sempre più freddi con il resto della famiglia, rifiutando in modo perentorio pure qualsiasi responsabilità o colpa. Non c’è mai nessun mea culpa nelle parole di entrambi, che invece propongono una ricostruzione degli eventi che li assolve e li nobilita. A supportare i duchi, un gruppo di amici (di lei) e parenti (di lei) che però ripete in batteria sempre la stessa versione dei fatti, fino allo stucchevole e al patetico.

Quando Diana sfidò la famiglia reale – e lo fece servendosi dei media – conquistò il favore del popolo perché mostrò tutta la sua fragilità. L’errore più grande di Harry e Meghan è stato non averlo capito, sbagliando tutto quello che era possibile sbagliare.

Una storia sullo sfondo

Harry e Meghan è anche – e soprattutto – un’occasione sprecata, perché lascia sullo sfondo l’unica storia meritevole di essere raccontata.

La morte di Diana è stata vissuta dal popolo inglese come una tragedia collettiva, ma per Harry (e William) è stata qualcosa di molto più profondo. Quell’adolescente che si vide strappare via la madre, in una notte, è oggi un uomo consapevole, pronto a condividere quel dolore e le sue conseguenze.

L’accusa che Harry muove alla famiglia reale – soffocata, purtroppo, da migliaia di pettegolezzi inutili – è quella di non avere imparato niente dalla morte della madre. Diana soffrì e morì anche per colpa della morbosità dei media e, da allora, nonostante la tragedia, la Corona non ha mai fatto niente per cambiare il proprio rapporto di reciproca convenienza con i tabloid.

L’irruzione di Meghan nelle dinamiche della monarchia, col suo carattere indipendente, così lontano dalla rigidità dei reali e più vicino a quello di Diana, ha fatto il resto. Da marito e da padre, dice lui, ha sentito il dovere di difendere la propria famiglia.

Harry e Meghan non saranno mai due comuni mortali, ma ci sono sentimenti che appartengono a tutti: il lutto, la sofferenza, l’amore per i propri cari. Chissà che non abbiano imparato la lezione.