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Jacopo Cardillo nasce ad Anagni, in provincia di Frosinone nel 1987. Un percorso iniziale quasi prevedibile, che riflette la media e in cui molti studenti della nostra generazione potrebbero ritrovarsi; frequenta il liceo artistico e poi l’Accademia di Belle Arti senza nemmeno concludere gli studi ; “senza il foglio”, come ama dire lui stesso .

Ma Jago dimostra dall’inizio un entusiasmo e un ambizione diversa dalla media ; le visite con la madre nei Musei Capitolini e al Vaticano fin da piccolo, la sua curiosità illuminata nella possibilità di scolpire da un unico blocco di pietra La Pietà, lo spingono a una ricerca artistica che fonda le sue radici nelle tecniche dei maestri del Rinascimento. E a 23 anni, non ancora finiti gli studi, accetta un invito a esporre alla Biennale ; e nel 2016 ritraendo Benedetto XVI in Habemus Papam, che poi diviene Habemus Hominem è candidato al Premio delle Pontificie Accademie in Vaticano. Lo scultore non vinse, ma il Papa volle premiarlo ugualmente con la medaglia del Pontificato con la seguente menzione:

Desidero, inoltre che, come segno di apprezzamento e di incoraggiamento, si offra la Medaglia del Pontificato al giovane scultore italiano Jacopo Cardillo.

Oggi l’artista di fame internazionale conserva ancora l’accento da ciociaro anche se ormai vive e lavora a New York e nel tessere la sua personalità artistica Jago è determinato a restituire alla categoria un’immagine imprenditoriale, dignitosa, mantenendo sempre un rapporto vivo e moderno con il pubblico mediante l’utilizzo dei social nella condivisione del suo lavoro artistico quotidiano riportando così l’arte tra la gente.

Tutto questa carica di energia positiva esplosiva sbarca oggi 21 Dicembre a Napoli, con una scultura che per sei mesi lo ha visto impegnato dieci ore al giorno e con la volontà di celebrare la bellezza del Cristo Velato della cappella Sansevero di Napoli: Il Figlio velato.

Con esso Jago vuole parlare con le immagini, e, ancora una volta, vuole raccontare ancora una storia contemporanea : « Il Figlio velato non è un santo, non è un immagine religiosa. È un bambino, vittima della nostra inconsapevolezza e della consapevolezza di chi compie certi gesti. È un figlio perchè è di tutti ».

Nel suo profilo Facebook così si apre al pubblico : “È stato un viaggio lunghissimo, un’avventura iniziata a novembre 2017, un’idea per la quale ho dovuto cambiare vita, ma finalmente il Figlio Velato è a Napoli, alla Sanitá, dove rimarrà per sempre. Mancano pochissimi giorni all’inaugurazione e io non vedo l’ora di abbracciarvi tutti e conoscere le vostre impressioni. Stringere la mano a voi che avete creduto in me e che mi avete seguito fin dall’altra parte de mondo. Vi aspetto Sabato 21 dicembre alle 17:00 a Napoli, nella Chiesa di San Severo fuori le mura”.

 

A partire da domani l’opera sarà disponibile nella Chiesa di San Severo fuori le mura :

Biglietto intero 6 euro, 4 euro per quello ridotto, per under 18, over 65, studenti, possessori di ticket “Catacombe di Napoli”. L’ingresso è gratuito per disabili e residenti. Orari di apertura vanno dalle 10 alle 16 dal lunedì al sabato; Domenica 10 alle 13.

 

 

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