Il verdetto è ufficiale: Ancona è stata proclamata Capitale Italiana della Cultura 2028. La decisione, annunciata dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli in Sala Spadolini a Roma, è arrivata all’unanimità, premiando un dossier capace di coniugare rigenerazione urbana, inclusività e un’apertura internazionale senza precedenti verso il Mediterraneo.
Per il capoluogo marchigiano si tratta di un traguardo storico, che riporta il titolo nella regione Marche dopo il successo di Pesaro 2024. Il progetto vincitore, intitolato "Ancona. Questo Adesso", si basa su una strategia di investimento di oltre 50 milioni di euro (cui si aggiungono 70 milioni destinati alla ricostruzione post-sisma), puntando a trasformare la città in un cantiere culturale permanente.
Le quattro macroaree del dossier vincente
Il programma di Ancona si articola su quattro pilastri progettuali che ridisegnano la geografia culturale del territorio:
- Questo Mare: Il cuore pulsante della candidatura. L’obiettivo è riconnettere il porto alla città. Tra le iniziative più attese, spiccano il racconto dell’Arco di Traiano affidato al regista Abel Ferrara e la nascita del Museo della Civiltà del Mare Adriatico presso la Mole Vanvitelliana, sotto la direzione artistica del Premio Oscar Dante Ferretti.
- Via Maestra: Un percorso che risale il centro storico fino all'Acropoli. Questa rete unirà i principali musei cittadini, come il Museo Archeologico Nazionale e la Pinacoteca Civica, sperimentando nuove linee guida ministeriali per le reti museali urbane. Il percorso è dedicato all'umanista Ciriaco d’Ancona, simbolo del dialogo interculturale.
- Adesso Parco: La cultura incontra l'ambiente nel Parco del Cardeto. Questo progetto dialoga strettamente con il Parco del Conero, attualmente candidato a diventare Geoparco UNESCO, promuovendo una visione di sostenibilità e benessere.
- Mare Culturale: Trasforma l’Adriatico in un hub creativo per le arti digitali e performative. Il programma coinvolgerà eccellenze come Marche Teatro, la Fondazione Muse e artisti del calibro di Dardust e i Quiet Ensemble.

Innovazione, accessibilità e rigenerazione urbana
Ciò che ha convinto la giuria, presieduta da Davide Maria Desario, è stata la solidità interdisciplinare della proposta di Ancona. Il coinvolgimento dei giovani e l'attenzione al welfare culturale sono punti cardine, supportati dalla guida del Museo Tattile Statale Omero, eccellenza internazionale nel campo dell'accessibilità universale.
Inoltre, la collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche garantirà l’integrazione di tecnologie digitali avanzate per la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale. Come sottolineato dal Sindaco Daniele Silvetti, la sfida è stata quella di rendere armonioso il rapporto tra l’identità archeologica millenaria di una città di mare e la sua proiezione verso il futuro.

Verso il 2028: un'opportunità per le Marche
Il titolo di Capitale Italiana della Cultura porta con sé un finanziamento di un milione di euro, ma soprattutto un’immensa visibilità internazionale. Ancona raccoglierà il testimone da L’Aquila (2026) e Pordenone (2027), confermando il ruolo centrale delle Marche nello scenario culturale italiano.
Come dichiarato dal Presidente della Regione Francesco Acquaroli, questa vittoria testimonia l'enorme potenziale di un territorio che vuole farsi scoprire dal mondo attraverso una visione contemporanea e inclusiva. Il viaggio verso il 2028 è appena iniziato, pronti a vedere Ancona trasformarsi in una vera "porta d'Oriente" della cultura.