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Promad traveller, una nuova tendenza per diventare viaggiatori consapevoli.

Tutti vogliono diventare promad. Ma cos’è questo questo nuovo trend di viaggio che sta spopolando sul web?

Tutti noi ci approcciamo al mondo dei viaggi in modo diverso, c’è chi preferisce partire per una vacanza organizzata e chi invece vuole partire all’avventura.

promad

Una cosa è certa: in questo periodo i promad traveller stanno aumentando a dismisura.

Un nome particolare che nasconde dietro di sé un universo green e sostenibile dei viaggi.

Cosa significa Promad Traveller

L’etimologia di Promad Travel nasce dalla fusione di due termini inglesi: progressive e nomad.

Il viaggiatore Promad è un nomade che durante i suoi spostamenti pensa sempre a che impatto il suo passaggio potrà avere sulla natura e sui luoghi che incontra.

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Un Promad, infatti, preferisce mete remote e nuove a quelle sovraffollate, evita di usare l’aereo per spostarsi, cerca di mangiare sempre e solo a chilometro zero.

Tante piccole grandi accortezze che, unitamente ad un approccio mentale diverso al viaggio, trasformano proprio il concetto di vacanza.

Chi sono i Promad

I giovani che si approcciano a questo tipo di turismo fanno vacanze ecologiche e green dove, oltre allo svago e al divertimento si cerca di fare qualcosa di più, tutti insieme, per il clima.

Viaggiare all’insegna della consapevolezza climatica, è il nuovo modo di fare turismo dei giovani in tempi di pandemia, cercando di non impattare troppo sul clima.

Viaggiare consapevolmente

Non è solo una moda il Promadic travel, ma la definizione di un modo molto preciso di viaggiare, più consapevole e con un significato più profondo di quello della semplice vacanza.

Spostarsi per il mondo diventa per il Promad una nuova sfida per applicarsi nella causa collettiva, mettendo in atto un approccio alternativo ed eco-consapevole.

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Il Promad quando viaggia, riflette sull’impatto dei propri spostamenti sull’ambiente, valuta il problema dell’overtourism che sta mettendo in crisi alcune delle nostre principali città d’arte ,non si presenta solo come un consumatore, ma come portatore di valore ai territori e alle comunità che visita.

Non sappiamo quanto durerà questa tendenza , che al momento non è del tutto esplosa a causa della pandemia, certo è che i viaggiatori consapevoli hanno già ottenuto un effetto almeno sugli Hotel, che stanno orientando sempre più i servizio offerti ai loro ospiti, nella direzione di pacchetti che affiancano al soggiorno esperienze uniche, e che coinvolgono le comunità locali.

Che ne pensate di questo modo di viaggiare?

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